stefano mancuso espone per la prima volta i suoi monotipi botanici nello spazio antiruggine di arianna e mario brunello dal 20 febbraio al 19 aprile 2026.
“ailanto, il migrante del paradiso”, questo il titolo della mostra in cui il protagonista dei monotipi botanici di stefano mancuso è ailanthus altissima, o albero del paradiso.
questa specie originaria della cina del nord, esempio delle virtù botaniche di bellezza, resistenza e tenacia, è descritta e trattata nella quotidianità con lo stesso odio primitivo riservato agli uomini, in particolare alla specie di umani migranti. eppure l’ailanto fa solo l’albero, niente di più.
per un botanico, la rappresentazione delle piante è una tappa fondamentale nello studio e richiede osservazione e disegno. a dare inizio a questa pratica fu leonardo, per il quale un pittore “disputa e garegia co’ la natura”, che dedicò alla rappresentazione botanica “degli alberi e delle verdure” una parte consistente del suo libro della pittura. nell’opera, leonardo invita a imprimere una foglia sulla carta rendendola scura “così tal foglia parrà aombrata ne’ cavi e alluminata nelli rilievi”.
i monotipi di stefano mancuso sono i diretti discendenti di quella tecnica e, seppur con più colori, carte diverse e inchiostri moderni, nascono anch’essi dalla forma, i pigmenti e le nervature delle piante, e da uno sconfinato amore nei loro confronti. dopo essere stati acquisiti nella collezione permanente del kanazawa 21st century museum of contemporary art, il più importante museo di arte contemporanea del giappone, i monotipi di stefano mancuso sono per la prima volta esposti in italia ad antiruggine.
- venerdì 20 febbraio
ore 19 apertura mostra “ailanto, il migrante del paradiso”
a seguire
stefano mancuso “alberi migranti” (su prenotazione) - sabato 21 febbraio
ore 16–19 mostra “ailanto, il migrante del paradiso” (ingresso libero)
ore 20.30 stefano mancuso e mario brunello “un albero, una ciaccona” (su prenotazione) - 20 febbraio – 19 aprile
apertura mostra: sabato e domenica dalle 15 alle 19